James Taylor Quartet compie il suo 30°anniversario. E cosa c’è di meglio che celebrare tanti anni di grande musica se non con un album raccolta?

Ho avuto il piacere di ascoltare James Taylor e la sua band il 9 settembre 2017 al Bluenote di Milano. Come alla fine di ogni concerto in questo locale, l’artista si è fermato qualche minuto a firmare autografi. Ho colto così l’occasione di farmi fare una dedica sul loro nuovo album, questa raccolta che, leggo nel web, dovrebbe essere in edizione limitata.

9 tracce Funk / Acid jazz, dall’anima Soul, tra studio e registrazioni live.

01 Rochester rainining: l’album inizia con questo brano dall’atmosfera tranquilla. La chitarra con autowah, il basso e la batteria dal grande groove, rendono comunque il ritmo molto funky. Il tema è suonato dai fiati. James Taylor non suona l’hammond in questo brano bensì il rhodes. Il flauto ci delizia con un incredibile solo. La traccia proviene dall’album “New world” del 2009.

02 Bootup: eccolo James come lo conosciamo, con il suono inconfondibile dell’hammond. Il brano molto funky segue un riff di basso e chitarra all’unisono. Traccia dal sound molto anni 70! Proviene dall’album “4th dimension” del 2007.

03 Picking up where we left off: ecco la prima traccia live dell’album. Questo brano Acid Jazz è più Soul nel tema ma sempre molto funky nella ritmica. Questo pezzo ha davvero un grande tiro. Bellissimo solo di James all’hammond. Molta tecnica al servizio del gusto nel solo di chitarra che improvvisa nello stile, oserei dire, di George Benson. Anche questa traccia proviene da “4th dimension” del 2007, anche se non è quella versione in studio (non ho trovato informazioni rispetto a questo live, purtroppo).

04 The Exorcism: un altro brano live, che ho avuto il piacere di sentire dal vivo ed è stato uno di quelli che mi ha colpito di più. Un tiro funk incredibile! Che band! Il tema è suonato dai fiati e chitarra all’unisono con James che riempe gli spazi lasciati dal tema. Il primo a improvvisare è il sax tenore, seguito dalla tromba e poi dalla chitarra, il tutto condito dall’accompagnamento dell’hammond e della sezione ritmica che comprende anche le percussioni. Successivamente tocca al grande solo di batteria che esalta il pubblico! Infine il basso ci fa sentire di cosa è capace, prima di risentire James dare il massimo nel suo solo, prima e dopo l’ultima esposizione della melodia. Il finale è ancor più carico di energia! La versione studio del brano è contenuta nell’album “The Oscillator” del 2003. Senza dubbio la migliore traccia di quest’album!

05 Showdown: torniamo con un brano in studio dal sound che fa molto “poliziesco anni 70” (ricordiamoci che non a caso questo artista ebbe molto successo con la sua cover della sigla di Starsky & Hutch). Il tema è prima suonato dall’hammond e poi dalla chitarra. L’inciso si trasforma in un giro armonico che la chitarra accompagna quasi come un rock ‘n roll. Dopo il solo molto bluesy della chitarra, semplice ma mai banale e carico di groove, la batteria rimane da sola per qualche battuta e il gruppo riparte quindi dall’inciso, finendo poi in levare come ad inizio brano. Questo pezzo è incluso sempre nell’album “4th dimension”.

06 Spencer takes a trip: dopo aver sentito le campane suonare a festa, inizia una canzone carica di mistero e tensiva quanto basta. Il tema, che viene suonato dai fiati, si addolcisce nella parte centrale. Il primo a improvvisare è il flauto, seguito da James che viene interrotto perché il brano finisce poco dopo sfumando. Il brano si trova nell’album “Closer to the moon” del 2013.

07 Closer to the moon: brano molto Acid jazz il cui mood mi ricorda molto “Alright” di Jamiroquai, anche se più lenta. Il tema viene iniziato dalla tastiera con suono quasi da clavicembalo, a cui si aggiunge un coro di voci quasi mistico, e viene ribadito dalla tastiera con suono che mi sembra un rhodes. James è il primo a improvvisare con un suono carico di delay, che successivamente si trasforma in hammond e che poi di nuovo cambia timbro. Anche questo brano si trova nell’album omonimo “Closer to the moon” del 2013.

08 Blacksmith: dopo il brano precedente un po’enigmatico, torniamo nell’atmosfera di un brano funk molto spensierato. Il flauto improvvisa durante la seconda esposizione del tema ed è anche il primo strumento a lanciarsi con un solo tecnico molto “bop”. Lascia poi il campo a James. La batteria improvvisa intorno al riff portato avanti dal resto del gruppo fino a che il brano non sfuma. Questa canzone è inclusa nell’album “New world” del 2009.

09 Man from the moon: l’album si conclude con questo brano minore dell’anima funk blues. Il basso suona nella prima parte un pedale sul quale si sviluppa il tema tipico degli anni del cosiddetto “Soul Jazz”. Nella seconda parte il basso passa all’accompagnamento walking. Dopo il tema, il solo di James all’hammond si carica sempre di più, fino a riprendere il tema. La chitarra in questo brano colora solo un po’ con una ritmica funky molto effettata. Anche questo pezzo, contenuto nell’album “The oscillator” del 2003, termina in fade out.

Considerazioni finali: Un album in grado di accompagnare le vostre serate, da ascoltare attentamente ma piacevole anche come sottofondo, e che, se ascoltato in cuffia, vi farà viaggiare per nuovi mondi. Un mix di grande carica e profonde atmosfere che non può mancare nella vostra collezione!

Le 3 tracce migliori: 04, 06, 08

VOTO 8,5 / 10

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