Sì, avete ragione, siamo nel 2018…
ma non potevo rinunciare a parlarvi di quest’album che ho ascoltato solo di recente.
Oggi leggerete di “Ozone Squeeze” registrato dal trio omonimo capitanato da Oz Noy, chitarrista poliedrico.

Di nazionalità israeliana, ma dal 1996 nella scena musicale di New York, Oz Noy mi ha colpito al primo ascolto, grazie ad un talento incredibile che gli permette di spaziare tra Funk, R&B, Jazz, Blues, Rock, sempre con gusto e senza mai strafare.

È jazz, anche se non sembra tale.”
Così il musicista descrive il proprio modo di suonare e di fondere insieme generi così diversi. Noy passa con classe dalla ritmica ai soli, con un suono che, tra effetti usati e scelta delle note
, lo rende un chitarrista sempre riconoscibile tra i suoi colleghi.
E’ ormai un punto di riferimento per tutti gli amanti del genere Jazz-Rock. Lo testimoniano anche i premi vinti in passato- ‘Best guitar riff on a record’ (2007), ‘Best new talent’ (2008), ‘Best out there guitar player’ (2013).


“Ozone Squeeze” non è un album strumentale, come la stragrande maggioranza dei suoi lavori. La sua chitarra è affiancata infatti dalla voce e dalle tastiere di Rai Thistlethwayte e dalla batteria di Darren Stanley.

L’australiano Rai Thistlethwayte è già noto come leader, compositore e cantante della rock band australiana Thirsty Merc, con la quale ha all’attivo 3 album di successo
– tutti dischi di platino in australia.
Degna di nota inoltre, la sua militanza in vari jazz combo, affiancando musicisti del calibro di Christian McBride e James Muller.
In “Ozone Squeeze” oltre a cantare, suona due tastiere (una per le linee di basso synth).
“Non ci sono state regole, patterns o formule, durante la registrazione di quest’album, è stata una collaborazione molto spontanea.”
racconta in un intervista,
“Darren è cresciuto ad Atlanta, Oz è un israeliano trapiantato a New York, io vengo dall’Australia e ho vissuto a Los Angeles. Il mix di queste diverse scene musicali fa si che questo gruppo, così eclettico, possa proporre la propria musica in tutto il mondo.”

L’americano Darren Stanley, di Atlanta, è nel music business da 25 anni, passati calcando palchi, registrando in studio e insegnando. E in quest’album tutta questa esperienza si sente eccome.
“Adoro il suo modo di mescolare i suoni di batteria elettronica e acustica“,
dice di lui Thistlethwayte.

La forza di questo album, registrato in soli 3 giorni, sta forse negli arrangiamenti molto “leggeri”, piacevoli al primo ascolto ma mai banali.
Offre una visione più attuale di generi musicali con una grande storia alle spalle, come il Soul, il Funk, l’R&B, il Blues. Ad alcune cover di artisti memorabili vengono affiancati 3 brani originali, firmati dal tastierista/cantante.
In merito alle rivisitazioni di brani altrui, Noy afferma:
“Quando riproponi materiale così importante, devi rimanere coerente con il brano e allo stesso tempo dare il tuo contributo suonando con il tuo feeling…”


LE TRACCE:

01 “Come together”
L’album si apre con la cover – in chiave funk – di questo grande successo del passato, scritto da Lennon e McCartney e registrato nel 1969 dai quattro ragazzi di Liverpool.
Nuovi elementi armonici rendono più dissonante e fresco il brano. Nel solo Noy scatena tutta la sua anima blues.
Molto simpatica la variante di un verso del testo, che da:
one and one and one is three
si trasofma in:
One and one, one and one, one and one and one and one and one is like ten“.

02 “Chase the clouds”
Ecco il primo brano originale firmato Thistlethwayte.
Una ballata soul, nella quale il compositore, oltre a mostrarci la sua abilità nel canto, ci delizia con un solo molto efficace.
In questo brano carico di groove Noy colora con effetti di ritardo le strofe, si apre la strada nel ritornello con un accompagnamento tra il funk e il soul, forse ispirato dal grande Steve Cropper, per poi emergere in un grande solo.

There’s a fire in my heart
‘Cause my love has gone away
Idon’t know which way to start
Like my mind is colored gray
Thinking back to when I met you
Things were different, that’s for sure
Now I’m drinking all the time
All my things are on the floor

Well, first you come and chase the clouds away
And then you go, I wanted you to stay
We had a glimpse of something so unreal
Babe, don’t you know that this is how I feel
The clock is right on ten I have to go
There is only sadness in my soul
And if our love has finally reached an end
I’ll never meet someone like you again

All those photos on my phone
All those times we had were great
I try an make a pale excuse
I try an put it down on faith
There’s nothing more that I can do now
I gotta face the truest fact
You’re working hard on moving on
And I just f***ing want you back

Well, first you come and chase the clouds away
And then you go, I wanted you to stay
We had a glimpse of something so unreal
Babe, don’t you know that this is how I feel
The clock is right on ten I have to go
There is only sadness in my soul
And if our love has finally reached an end
I’ll never meet someone like you again

03 “Supernatural man”
In quest’altro inedito funk il groove è pazzesco! Il trio è una macchina da guerra! Chitarra e batteria si muovono con leggiadria tra le linee di basso synth di Rai.
La coda del brano è un riff blues-funk, durante il quale Darren Stanley ci mostra di che pasta è fatto con un grande solo.

04 “I’m Gonna Be (500 Miles)”
Brano folk dei The Proclaimers, che qui rinasce in chiave più soul.
Personalmente ritengo che, dopo aver sentito questa nuova interpretazione, possa essere cancellato dalla storia il brano originale. Non è un esagerazione! Ascoltate entrambe le versioni e capirete cosa intendo. Il brano dei The Proclaimers non diventerà nient’altro che una canzonetta da oratorio.
È incredibile come la musica possa così tanto cambiare il senso delle liriche…

When I wake up, well you know I’m gonna be,
I’m gonna be the man who wakes up next you
When I go out, yeah I know I’m gonna be
I’m gonna be the man who goes along with you
If I get drunk, well I know I’m gonna be
I’m gonna be the man who gets drunk next to you

‘Cause I would walk 500 miles
And I would walk 500 more
Just to be the man who walks a thousand miles
To fall down at your door

When I’m working, yes I know I’m gonna be
I’m gonna be the man who’s working hard for you
And when the money, comes in for the work I do
I’ll pass almost every penny on to you

‘Cause I would walk 500 miles
And I would walk 500 more
Just to be the man who walks a thousand miles
To fall down at your door

05 “Skylark2
Standard jazz scritto da Johnny Mercer e Hoagy Charmicheal, autori di molti brani celebri. Nella intro Noy suona la melodia in chord melody, risolvendo poi in una nuova tonalità, spiazzandoci ancor prima di farci notare che la rivisitazione è alquanto originale. Una base ritmica, simile al Drum and bass, sopra la quale il tema è cantato da Rai con l’aiuto della sintesi vocale. Negli anni in cui regna l’autotune e la “meravigliosa” trap, meglio esagerare a questo punto no? Noy, pur usando un suono e un linguaggio moderno, rimane fedele all’improvvisazione in stile jazzistico, ruotando intorno al giro armonico. Il solo finale di Rai è invece in pieno stile Fusion.

Skylark
Have you anything to say to me
Won’t you tell me where my love can be
Where someone’s waiting to be kissed
Oh Skylark
Have you seen a valley green with spring
Where my heart can go a-journeying
Over the shadows and the rain
To a blossom-covered lane

Haven’t you heard the music in the night
Wonderful music
Faint as a will o’ the wisp
Crazy as a loon
Sad as a gypsy serenading the moon

Oh skylark
I don’t know if you can find these things
But my heart is riding on your wings
So if you see them anywhere
Won’t you lead me there

06 Ebony eyes,
cover di un brano di Stevie Wonder.
Qui il trio rimane molto più fedele all’idea ritmica dell’artista che tutti amiamo,
anche se suonando a tempo più lento. Del resto Wonder è un istituzione, la sua musica non ha bisogno di un arrangiamento particolare per essere incisiva.

She’s a Miss Beautiful Supreme
A girl that others wish that they could be
If there’s seven wonders of the world
Then I know she’s gotta be number one

She’s a girl that can’t be beat
Born and raised on ghetto streets
She’s a devastating beauty
A pretty girl with ebony eyes

She’s the sunflower of nature’s seeds
A girls that some men only find in their dreams
When she smiles it seems the stars all know
‘Cause one by one they start to light up the sky

She’s a girl that can’t be beat
Born and raised on ghetto streets
She’s a devastating beauty
A pretty girl with ebony eyes

 

When she starts talking soft and sweet
Like birds of spring her words all seem to sing
With a rhythm that is made of love
And the happiness that she only brings
She’s a girl that can’t be beat
Born and raised on ghetto streets
She’s a devastating beauty
A pretty girl with ebony eyes

 

07 Waiting in vain,
cover del famoso brano di Bob Marley.
L’artista giamaicano ha scritto grandissimi successi e ritengo questa ballata una delle canzoni più belle di sempre. Il testo è essenziale ma efficace nel raccontarci una storia d’amore sofferta. Il gruppo volta pagina, abbandona un po’ il groove per dedicarsi di più all’atmosfera. Va detto, comunque, che a mio avviso questa cover non regge il confronto con l’originale e che la traccia è la meno convincente dell’album.

From the very first time I rest my eyes on you, girl,
My heart says follow t’rough.
But I know, now, that I’m way down on your line,
But the waitin’ feel is fine:
So don’t treat me like a puppet on a string,
‘Cause I know I have to do my thing.
Don’t talk to me as if you think I’m dumb;
I wanna know when you’re gonna come – soon.

I don’t wanna wait in vain for your love;
I don’t wanna wait in vain for your love;
I don’t wanna wait in vain for your love,
‘Cause if summer is here,
I’m still waiting there;
Winter is here,
And I’m still waiting there.

It’s been three years since I’m knockin’ on your door,
And I still can knock some more:
Ooh girl, ooh girl, is it feasible?
I wanna know now, for I to knock some more.
Ya see, in life I know there’s lots of grief,
But your love is my relief:
Tears in my eyes burn – tears in my eyes burn
While I’m waiting – while I’m waiting for my turn.

08 You gotta go.
L’album si chiude con un altro brano scritto dal tastierista/cantante.
Il ritornello è convincente, ritmicamente penetrante, e il gruppo ci esalta con un funk moderno che ci avvolge.


Conclusioni
Il groove ci ha accompagnato dall’inizio alla fine di questo fantastico album, che ha estasiato per settimane le mie orecchie.
Personalmente sono sempre alla ricerca di album nei quali la qualità armonica e ritmica siano al servizio della musica e non solo al virtuosismo.
Questo è uno di quegli album che potete consigliare a chi non è ancora pronto per cose più difficili da ascoltare, qualcuno che ha bisogno di essere “sbloccato” perchè fruitore di sola musica commerciale.
Ozone Squeeze sa accontentare chiunque lo ascolti!

LE 3 TRACCE MIGLIORI: 02, 04, 05.

VOTO: 9/10

 

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